Roberto Crippa: quotazioni, prezzi e valutazioni delle opere

Roberto Crippa (Monza, 1921 – Bresso, 1972) — nome anagrafico Gaetano Crippa — e’ uno dei protagonisti dello Spazialismo italiano, il movimento fondato da Lucio Fontana che ha anticipato le avanguardie internazionali degli anni Sessanta. Pittore, scultore e aviatore acrobatico di livello internazionale, Crippa ha costruito un’opera in cui la spirale del volo e la spirale della pittura si alimentano a vicenda. Le sue Spirali — vortici quasi-circolari che sembrano proiettarsi fuori dalla tela — sono le opere piu’ rare e piu’ quotate. Il record documentato e’ di circa 125.000 dollari per una Spirale del 1952, aggiudicata nel 2010. Le Spirali degli anni Cinquanta valgono tra 10.000 e 90.000 euro. La Galleria Ponti offre valutazioni gratuite con risposta in giornata.

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Quanto vale un’opera di Roberto Crippa?

Il mercato di Crippa e’ prevalentemente italiano, con presenza nelle principali fiere nazionali (Miart, Arte Fiera Bologna). Le Spirali degli anni Cinquanta — il suo periodo piu’ maturo e piu’ riconoscibile — sono le opere piu’ rare e piu’ preziose. I Totem e le opere polimateriche hanno un mercato solido. Le Amiantiti degli anni Sessanta sono interessanti per il collezionismo piu’ specializzato. Le grafiche e le opere su carta sono la fascia piu’ accessibile.

Tipologia Periodo / Note Fascia di prezzo
Spirali (grandi formati, anni ’50–’56) Il periodo piu’ ricercato in assoluto € 10.000 – € 90.000
Spirali (medi e piccoli formati) Anni ’50–’56 € 2.000 – € 10.000
Totem (sculture, bronzo e acciaio) Anni ’54–’56 e successivi € 2.000 – € 7.000
Opere polimateriche (Landscape, Amiantiti) Anni ’55–’72 € 2.000 – € 15.000
Opere su carta Vari periodi € 1.000 – € 3.000
Grafiche firmate e numerate Varie tecniche € 200 – € 1.000

I fattori piu’ importanti per il valore: la serie (le Spirali battono tutto il resto), il periodo (gli anni Cinquanta sono il vertice della sua produzione spazialista), il formato (i grandi formati valgono proporzionalmente di piu’), la provenienza documentata e lo stato di conservazione. Le opere polimateriche con materiali originali integri valgono di piu’ di quelle con deterioramenti della materia.

Record d’asta di Roberto Crippa

Il record documentato e’ di circa 125.000 dollari (circa 89.000 euro) per una Spirale del 1952, aggiudicata nel 2010. E’ significativo che il record appartenga a una Spirale — la serie piu’ iconica e piu’ coerente con i principi dello Spazialismo fontaniano. Le Spirali di grande formato degli anni Cinquanta sono le opere piu’ rare: Crippa mori’ a soli 51 anni e la sua produzione e’ limitata. I Totem in bronzo si collocano mediamente tra 2.000 e 7.000 euro.

Le Spirali: il volo trascritto sulla tela

Tutto il mondo di Roberto Crippa e’ percorso da un’energia rotatoria — un impulso centrifugo che sembra cercare di sfondare il limite fisico della tela. E’ impossibile capire le Spirali senza capire il volo. Crippa era un aviatore acrobatico di livello internazionale — nel 1971 fu invitato come rappresentativa italiana ai Campionati Mondiali di acrobazia aerea. Il volo era per lui una passione totale, fisica, intellettuale, quasi mistica. E la pittura era il tentativo di trascrivere quella esperienza sulla superficie piana della tela.

Le Spirali non sono cerchi: sono quasi-cerchi. Il gesto che le produce non e’ mai perfettamente tondo — c’e’ sempre uno scarto, una tensione, un’imperfezione che genera dinamismo. Da ogni spirale si dipartono raggi che sembrano proiettarsi fuori dalla bidimensionalita’ della tela, nello spazio reale dell’osservatore. E’ questo il principio fondamentale dello Spazialismo di Fontana — l’arte non e’ superficie, e’ spazio — e Crippa lo ha incarnato con una coerenza visiva straordinaria. Le Spirali degli anni Cinquanta — specialmente le versioni polimateriche del 1955, con materia e colore sovrapposti al gesto — sono tra le opere piu’ intense e piu’ rare dell’intera avanguardia italiana del dopoguerra.

I Totem (1954–1956) sono l’altra serie fondamentale: figure alte, verticali, arcaiche, cariche di un simbolismo primordiale che richiama le culture pre-colombiane e africane. Sono sculture-pitture — o pitture-sculture — che portano il gesto spiraliforme in una dimensione materia e fisica ancora piu’ intensa.

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Come vendere un’opera di Roberto Crippa

La Galleria Ponti acquista direttamente opere di Roberto Crippa con pagamento immediato e trattativa riservata. Siamo particolarmente interessati alle Spirali degli anni Cinquanta e alle opere polimateriche degli anni Sessanta. Valutiamo qualsiasi opera dell’artista.

  1. Inviateci foto del fronte (incluso un dettaglio della materia pittorica e della firma), del retro completo con eventuali etichette di gallerie. Crippa firmava generalmente al retro con “Crippa” o “Roberto Crippa” e la data, oppure in basso sulla tela.
  2. Indicate le dimensioni in centimetri, la tecnica (olio su tela, tecnica mista, polimaterica, scultura in bronzo/acciaio, amianto) e l’anno se indicato.
  3. Indicate la serie di appartenenza (Spirale, Totem, Polimaterica, Amiantite, Paesaggio/Landscape) se identificabile.
  4. Indicate qualsiasi documentazione disponibile: etichette di gallerie storiche (Galleria del Naviglio Milano, Galleria Alexander Iolas New York), citazioni in cataloghi monografici, precedenti passaggi in asta.
  5. Riceverete una valutazione in giornata e, se interessati, una proposta d’acquisto diretta.

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Domande frequenti sulla vendita

Quanto tempo richiede la vendita?
In caso di acquisto diretto, la transazione si chiude in pochi giorni con pagamento immediato.

Quali documenti servono?
La provenienza documentata (etichette di gallerie storiche, cataloghi monografici, precedenti d’asta) e’ lo strumento principale. Possiamo assisterti nel processo di autenticazione.

Devo pagare tasse sulla vendita?
No. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.

Biografia di Roberto Crippa

Gaetano Crippa — in arte Roberto Crippa — nasce a Monza il 7 maggio 1921. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1947–48, dove ha come insegnanti Aldo Carpi, Carlo Carrà e Achille Funi, e dove incontra il collega e amico Gianni Dova, con cui condivide i primi esperimenti pittorici sul rapporto tra forma e spazio. Fin da giovane coltiva parallelamente la pittura e il volo acrobatico — due passioni che non abbandona mai.

Nel 1949 partecipa alla Biennale di Venezia. L’incontro decisivo e’ con Lucio Fontana, con cui stringe un’amicizia profonda. Nel 1950 firma il terzo Manifesto dello Spazialismo“Proposta di un regolamento del Movimento Spaziale” — insieme a Fontana, Milena Milani, Beniamino Joppolo e Carlo Cardazzo. Nel 1951 firma il “Manifesto dell’Arte Spaziale”. Nel 1952 firma il “Manifesto del Movimento Spaziale per la televisione”. E’ l’unico artista italiano a firmare tre manifesti spazialisti.

Nei primi anni Cinquanta sviluppa le Spirali — la serie che lo rendera’ celebre: vortici quasi-circolari che si proiettano idealmente fuori dalla tela nello spazio reale. Va a New York, dove incontra i surrealisti Max Ernst, Victor Brauner e Yves Tanguy, ed espone alla galleria di Alexander Iolas. Nel 1954–1956 le Spirali si trasformano in Totem — figure alte, arcaiche, polimateriche. Nel 1955 tiene una personale alla Galleria del Naviglio di Milano con le prime opere polimateriche. Torna alla Biennale di Venezia nel 1954, 1956, 1958, 1968.

Nel 1962 un incidente di volo lo costringe su una sedia a rotelle per quasi un anno — ma non smette di esporre in Europa e negli Stati Uniti. Negli anni Sessanta crea le Amiantiti: non-dipinti realizzati con sottili fogli di amianto applicati su tavole incise — visioni cosmiche di soli, lune e paesaggi primordiali dell’era spaziale. Nel 1967 lo Stato della Rhodesia gli dedica un francobollo. Nel 1971 viene invitato come rappresentativa italiana ai Campionati Mondiali di acrobazia aerea. Il 19 marzo 1972 il suo aereo precipita nei dintorni dell’aeroporto di Bresso durante un volo di preparazione ai Campionati Mondiali, uccidendo lui e il suo allievo Piero Crespi. E’ sepolto al Cimitero Monumentale di Milano, in una tomba da lui stesso progettata e sovrastata da una sua scultura.

Come riconoscere un’opera autentica di Roberto Crippa

Firma: Crippa firmava generalmente al retro con “Crippa” o “Roberto Crippa” accompagnato dalla data, oppure sul fronte in basso. Sulle grafiche la firma e’ in matita nella parte bassa del foglio, con il numero di tiratura.

Coerenza stilistica per serie: le Spirali mostrano vortici quasi-circolari in olio su tela — mai perfettamente tondi, sempre con una tensione dinamica. I Totem mostrano figure alte e arcaiche in materiali duri (bronzo, acciaio, ferro). Le Amiantiti mostrano fogli di amianto applicati su tavola incisa — un materiale specifico e riconoscibile. Qualsiasi opera che si definisce appartenente a una delle serie senza le caratteristiche fisiche tipiche merita verifica.

Provenienza: etichette della Galleria del Naviglio di Milano o della Galleria Alexander Iolas di New York sono i principali indicatori di autenticita’ per le opere del periodo piu’ importante. La citazione in cataloghi di mostre storiche (Biennale di Venezia, Triennale di Milano) aggiunge il massimo livello di affidabilita’.

Domande frequenti su quotazioni e valutazioni di Roberto Crippa

Quanto vale una Spirale di Roberto Crippa?
Le Spirali di grande formato degli anni Cinquanta valgono tra 10.000 e 90.000 euro. I medi e piccoli formati tra 2.000 e 10.000 euro. Sono le opere piu’ rare e piu’ preziose della sua produzione.

Qual e’ il record d’asta di Roberto Crippa?
Circa 125.000 dollari (~89.000 euro) per una Spirale del 1952, aggiudicata nel 2010. Il record appartiene, significativamente, alla sua serie piu’ iconica e piu’ coerente con i principi dello Spazialismo.

Cosa sono le Amiantiti di Crippa?
Sono “non-dipinti” realizzati negli anni Sessanta con sottili fogli di amianto applicati su tavole incise. Visioni cosmiche — soli, lune, paesaggi dell’era spaziale — realizzati con un materiale industriale all’epoca comune e oggi raro. Sono opere interessanti per il collezionismo specializzato.

Come faccio a sapere se un’opera di Crippa e’ autentica?
La provenienza documentata (etichette di gallerie storiche, cataloghi monografici, precedenti d’asta) e’ lo strumento principale. La coerenza stilistica con la serie dichiarata e’ fondamentale. La Galleria Ponti puo’ assisterti nella verifica.

Come posso vendere un’opera di Roberto Crippa?
Invia foto del fronte, retro e firma via WhatsApp al (+39) 320 574 7749. Risposta in giornata, valutazione gratuita. In caso di acquisto diretto, pagamento immediato e trattativa riservata.